lunedì 6 novembre 2017

La funzione del gioco per l'adulto



Il gusto del gioco fine a stesso può essere una bella scoperta per gli adulti che hanno dimenticato la dimensione ludica dell’esistenza.  
Il gioco conduce in un mondo dimenticato fatto di gratuità, assenza di interessi personali e politici dove la soddisfazione personale giunge entrando in una sorta di avventura alla ricerca delle mille possibilità sconosciute e presenti nell’animo di ogni uomo.
L’adulto ha sempre necessità di trovare uno scopo a ciò che fa e quindi anche il gioco molto spesso assolve la funzione di educare i figli, di competere, di acquisire abilità attraverso gli hobbies o ingannare il tempo in vacanza.
La peculiarità che differenzia il gioco dall'attività lavorativa è invece quella di essere un'occupazione che ha il suo aspetto più gratificante in se stessa e non nel fine che raggiunge o nel risultato prodotto.
Il gioco fine a se stesso e senza scopo, come quello che si può trovare in un laboratorio di gruppo ha il grande potere di far entrare il partecipante in un tempo dilatato permettendogli di mettere da parte le preoccupazioni e le ansie di tutti i giorni favorendo un certo distacco da molte situazioni difficili spesso gonfiate dalla propria immaginazione e ritrovando così nuova energia fisica e morale.
Attraverso il gioco avviene il recupero della spontaneità sempre più spesso imbavagliata dallo stile di vita contemporaneo e dai tanti ruoli sociali che ognuno porta con se quotidianamente. Nel gioco l’adulto si comporta come un bambino trovando risposte e soluzioni immediate e spontanee senza ricorrere al proprio status, al raggiungimento di uno scopo immediato ed alla razionalizzazione.
Comportandosi in maniera spontanea e abbandonando il ruolo sociale l’adulto si connette con le proprie risposte intrinseche riscoprendo così una fonte di autorità interna a se stesso e non esterna, controbilanciando in parte la spinta che il sistema il socio-culturale impone all'individuo per meglio affermare e gestire il proprio  potere.

Il gioco si può considerare insieme al rito una delle matrici del teatro. Possiede la prerogativa di creare per il soggetto uno spazio a cavallo tra la percezione cosciente della realtà ed il mondo dell’immaginazione, divenendo così uno strumento che può facilitare il passaggio da uno stadio all’altro della propria storia personale o attraverso le fasi dell’evoluzione della propria identità.
Giocare quindi è un’esplorazione su una linea di confine dove ognuno può avere la possibilità di oltrepassarla aprendo la porta per un salto evolutivo esistenziale o di fermarsi nel momento ritenuto opportuno.
E’ quindi la reversibilità la caratteristica fondamentale che differenzia il gioco dal rito: il rito sancisce un passaggio da uno stato ad un altro in maniera definitiva mentre il gioco concede la libertà di scelta.
Il gioco può definirsi puro se nasce spontaneamente oppure indotto stimolato quando viene proposto come offerta esperienziale all'interno del laboratorio di gruppo.  

A partire da Freud si riscontrano nel gioco due aspetti basilari rispetto alla vita emotiva del partecipante: 
- L'ASPETTO CATARTICO, che corrisponde alla possibilità di scaricare ansie, tensioni, paure, insicurezze e atteggiamenti aggressivi generatisi nei confronti dell'ambiente circostante, il gioco a questo proposito favorisce una distensione dell'Io ed un migliore adeguamento al proprio ambiente di riferimento soprattutto grazie al ricrearsi e al ripetersi in forma ludica della situazione che crea problemi nella vita reale.
-IL CONTROLLO DELLA REALTA', nel gioco è possibile muoversi in maniera libera trasformando in azione eventuali situazioni vissute in maniera passiva nella realtà quotidiana.

Di particolare importanza sono gli studi sull'attività ludica di Winnicot che definisce "spazio transizionale" quel luogo virtuale in cui viene mediato il rigido dualismo tra lo spazio interiore e lo spazio esteriore, tra l'individuo e l'ambiente, nel momento del gioco si possono percorre sentieri di confine tra questi due mondi creando un ponte tra immaginazione e realtà  
Il passaggio dal gioco individuale a quello di gruppo sottolinea la funzione socializzante del gioco, si sperimentano collaborazioni con gli altri partecipanti al gruppo, avvengono dinamiche di suddivisione di ruoli e nasce la possibilità di sperimentarsi e riconoscere i propri talenti in un setting che accoglie e protegge.

Il motore principale del gioco è il piacere procurato dalla pratica e quindi favorisce il riscatto della propria fonte di piacere come punto di partenza indispensabile per la realizzazione della propria creatività esistenziale intesa come problem-solving e capacità di adattamento.

Riccardo Cazzulo

giovedì 5 ottobre 2017

Il primo convegno nazionale delle Scuole di Biodanza Italiane



Si è concluso il primo convegno nazionale di Biodanza che ha avuto la partecipazione dei direttori di tutte le 13 scuole IBF presenti nel nostro paese.
L'iniziativa che ha ricevuto il patrocinio del comune di Catania e dell’ospedale Cannizzaro si è aperto la mattina del 30 settembre presso il Museo Diocesano di Catania dove i relatori hanno discusso sul tema “Biodanza tra Arte, Amore e Scienza, una Pedagogia in Movimento per la qualità della Salute e della Vita”. 

Si sono alternati al tavolo dei relatori Sergio Cruz presidente del movimento di Biodanza nel mondo, il dottor Salvo Cacciola, sociologo responsabile educazione alla salute ASP, la dottoressa Carmen Pittara, dirigente scolastico, la dottoressa Letizia Ferrante, coordinatrice Sipnei, il dottor Riccardo Rocco Di Salvo, direttore sanitario,  i direttori di tutte le 13 scuole di Biodanza in Italia e il presidente dell'associazione Biodanza Italia, Nino Calabrese, che raccoglie un grande numero di operatori di Biodanza.
L’evento è proseguito nel pomeriggio di sabato e per tutta la giornata di domenica 1 ottobre nello splendido scenario di Villa Di Bella dove fino a 150 persone hanno potuto calarsi nell'esperienza di quattro sessioni di Biodanza condotte in concerto e con estrema professionalità dai direttori delle scuole italiane.

Molto apprezzato è stato lo spazio dove si è svolta la pratica, una grande serra convertita a salone per attività di gruppo immersa nel verde con vista a 360 gradi verso il mare e i monti intorno a Catania.

Dopo questo debutto nato in punta di piedi e conclusosi con grande entusiasmo dei partecipanti, arrivati anche dal nord e dal centro Italia, la strada per la seconda edizione  è spianata.
Grazie a tutti!



Programma
Sabato 30 Settembre:
Ore 9,30-9,40: Inaugurazione del Convegno a cura di Sergio Paiva Cruz, nella Pinacoteca del Museo Diocesano - Piazza Duomo, Catania
Seguiranno gli interventi dei seguenti relatori:
Ore 9,40-10,00: Dott. Salvo Cacciola - Sociologo, Responsabile Educazione alla Salute ASP 3, Catania
Ore 10,00-10,20: Dott.ssa Carmen Pittera - Dirigente Scolastico IC A. Vespucci di Catania
Ore 10,20: pausa di 15-20 minuti
Ore 10,40-11,00: Dott.ssa Letizia Ferrante- Coordinatrice SIPNEI Sezione Sicilia
Ore 11,00-11,20: Dott. Riccardo Rocco Di Salvo - Collaboratore profes. Direzione Sanitaria A.O.E. Cannizzaro, Catania
Ore 11,20: pausa di 15 minuti.
Ore 11,40-11,55: prenderà la parola Nino Calabrese, Presidente di Biodanzaitalia.
Dalle ore 12,00 alle 13,00: interverranno i Direttori delle Scuole SRT - Rete IBF di Lombardia, Piemonte, Liguria, Triveneto, Vicenza, Firenze, Bologna, Roma, dell’Adriatico, Puglia, Napoli, Sicilia, Sardegna.
Ore 13,00: spuntino o pranzo (a carico dei partecipanti) in trattorie o ristoranti del centro storico, convenzionati con il Convegno.
Ore 14,30: visita guidata della città antica (solo su prenotazione).
Ore 16,00: trasferimento in pullman a Villa Di Bella o a Villa Itria (Viagrande-CT), per la sistemazione negli alloggi e per la continuazione del Convegno, che da questo momento in poi sarà ricco di vivencie condotte da gruppi di Direttori.
Ore 17,30: spuntino di benvenuto a Villa Di Bella.
Ore 18,00-19,30: vivencia condotta da Sergio Paiva Cruz nel Giardino d'Inverno di Villa Di Bella, con l'Etna di fronte a noi.
Ore 20,00-21,30: cena Sociale a Villa Di Bella
Ore 21,30-23,00: vivencia notturna, condotta da un gruppo di Direttori, nel Giardino d'inverno di Villa Di Bella.
Ritorno in hotel con il pullman
Domenica 1 Ottobre:
Ore 10,00: vivencia a Villa Di Bella
Ore 12,30: pranzo a Villa Di Bella
Ore 16,00: vivencia di saluto.
Ore 18,00: il pullman accompagnerà i partecipanti a Catania o all'aeroporto.



venerdì 21 aprile 2017

Psicologia Positiva: Il ruolo della speranza e dell’ottimismo nelle malattie croniche


La psicologia positiva sostiene che la speranza e l'ottimismo abbiano un ruolo importante rispetto al decorso delle malattie croniche.



Psicologia positiva e malattie croniche: La psicologia positiva, movimento creato alla fine degli anni ’90 da Seligman, ha fra i costrutti principali del suo statuto epistemologico lo spiegare come una condizione di positività mentale possa influire sullo stato di salute di un individuo, concorrendo a determinare il suo benessere. Archetipi importanti della psicologia positiva sono la speranza, la saggezza, la creatività, il coraggio, la spiritualità, la responsabilità e l’ottimismo (Seligman e Csikszentmihalyi, 2000).

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/04/psicologia-positiva-speranza-ottimismo-malattie-croniche/

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/04/psicologia-positiva-speranza-ottimismo-malattie-croniche/


Leggi l'articolo completo al sito www.stateofmind.it

http://www.stateofmind.it/2017/04/psicologia-positiva-speranza-ottimismo-malattie-croniche/Psicologia Positiva

mercoledì 8 febbraio 2017

Terzo convegno della Scuola Biodanza Liguria IBF


Il terzo convegno della Scuola Biodanza Liguria IBF è alle porte, dopo la prima edizione del 2015 svoltasi preso il collegio degli Emiliani di Genova Nervi e la seconda dello scorso anno nel bellissimo scenario dell'attico del Grand Hotel Savoia di Genova.
Per questa terza edizione saremo ancora al Savoia e come ormai da tradizione il tema portante del Convegno sarà una dicbhiarazione dell'ONU del 19 luglio 2011 che afferma "La ricerca della felicità è un diritto delle persone" esortando gli Stati a ricercare misure volte a integrare questo diritto nelle loro politiche pubbliche.
Il convegno si rivolge alla cittadinanza con lo scopo di favorire una maggiore consapevolezza e conoscenza intorno a una serie d’idee riguardanti il benessere individuale e di comunità con particolare attenzione al tema della FELICITA’ che in questa terza edizione del convegno sarà affrontata prendendo spunto da un importante testo di Martin Seligman:

"FAI FIORIRE LA TUA VITA"

Saranno inoltre offerti alla cittadinanza due workshops di Biodanza al fine di sperimentare momenti collegati al benessere, alla ricerca di felicità e l'espressione di emozioni salutari.


A questo link il programma completo del convegno è il modulo per la registrazione on line >>>

VI ASPETTIAMO NUMEROSI PER UNA GIORNATA 
DI GIOIA, AMICIZIA , BENESSERE E CULTURA









lunedì 2 gennaio 2017

Le dieci predizioni di Marshall Mc Luhan

Seguendo le lezioni di Derrick de Kerckhove per un corso di “psicotecnologie e processi formativi” sono rimasto colpito e affascinato dalla figura di Marshall Mc Luhan, sociologo canadese scomparso nel 1980 e oggi noto soprattutto per l’affermazione “il medium è il messaggio”, per l’aver proposto per primo il termine “villaggio globale”, e per aver distinto i media tra “caldi” e “freddi”.
Meglio sarebbe definirlo “sociologo incompreso”, come, in effetti, è ricordato in un articolo de Il Giornale nel centenario dalla sua nascita

De Kerckhove nelle sue lezioni parte da un’affermazione di Mc Luhan, che riporto in lingua originale,  che ha qualcosa di stupefacente:

The next medium, whatever it is, it may be the extension of consciousness, will include television as its content, not as its environment, and will transform television into an art form.
A computer as a research and communication instrument could enhance retrieval, obsolesce mass library organization, retrieve the individual’s encyclopedic function and flip into a private line to speedily tailored data of a saleable kind.
 Understanding Media 1962

La cosa sorprendente di quest’affermazione del 1962 sta nel fatto che Mc Luhan morì nel 1980 senza aver visto nascere internet!
Si tratta di una previsione di come avrebbe potuto cambiare la comunicazione attraverso le nuove tecnologie che, appunto, erano ancora da realizzare ai suoi tempi.  
De Kerckhove scompone questa dichiarazione in quelle che definisce le 10 predizioni di Marshall Mc Luhan, vediamole tradotte in italiano:

1- Il prossimo medium, qualunque esso sia, potrà  essere un’estensione della coscienza per mezzo dell’elettronica.

2- Questo medium includerà  la tv come suo contenuto e non come ambiente.
Infatti oggi la tv è sul computer tramite internet.

3- Trasformerà  la tv in un’arte.
Secondo quest’affermazione Mcluhan riteneva che quando sorge una nuova tecnologia in uno stesso campo questa trasforma quella precedente in una forma d’arte,  così come quando nacque il cinema il contenuto era il teatro la stessa cosa accade oggi con Youtube che trasforma la tv in una forma d’arte che ognuno può creare e caricare nel web.

4- Il prossimo medium sarà  uno strumento di ricerca e di comunicazione.
Esattamente quello che è oggi internet.

5- Questo medium ci faciliterà  nel  recupero delle informazioni.
Attraverso internet e i motori di ricerca possiamo accedere alla memoria del mondo.  

6- Tale nuovo medium renderà  obsoleta l’organizzazione della biblioteca di massa.
Non avendo visto nascere internet questa risulta essere la predizione più stupefacente.

7- Recupererà  la funzione enciclopedica degli individui.
Quello che fa oggi Wikipedia, l’enciclopedia open source gestita da editori volontari.

8- Sarà  una linea privata
Accesso a internet e a tutti i servizi di rete con informazioni rapide e personalizzate.

9- Velocità  dei dati, le informazioni saranno disponibili molto rapidamente e personalizzate.

10- Sarà  qualcosa di vendibile.
Come sta avvenendo con l’economia digitale.

Per chi desidera approfondire segnalo un paio di interventi di Mc Luhan in tv, la sua apparizione nel celebre film “io e Annie” di Woody Allen e altri link interessanti.