lunedì 12 settembre 2016

La Biodanza nelle istituzioni governative


La Biodanza nella Repubblica Domenicana è considerata una pratica per il benessere e la riduzione della violenza diffusa in molti contesti sociali. Il Sistema Biodanza gode di un largo riconoscimento istituzionale che si traduce in un progetto che vede coinvolta la scuola di Biodanza di Santo Domingo e il "Ministero della Politica Sociale della Repubblica Dominicana" attraverso pratiche che mettano al centro l'affettività,

In due anni di lavoro più di 30 mila persone sono state coinvolte in questo enorme progetto a carattere nazionale


 "Lavorare con l'affettività è una questione di stato nella Repubblica Dominicana".

Il progetto e' documentato in questo bel video


lunedì 29 agosto 2016

“Una persona cattiva non diventerà mai un professionista”

“Una persona cattiva non diventerà mai un professionista”, ha affermato il padre delle intelligenze multiple, Howard Gardner, in un’intervista concessa al giornale spagnolo “La Vanguardia”.
In questa intervista ha fatto alcune riflessioni molto interessanti e, con esse, ci ha dato la possibilità di maturare un’idea che riflette una verità demolitrice. Solo le brave persone possono diventare eccellenti professionisti. Quelle cattive, al contrario, non potranno mai esserlo, anche se possono acquisire grandi competenze tecniche.
Questo ci fa riflettere riguardo la possibilità di categorizzare le persone in buone o cattive. Questa distinzione potrebbe sembrare fittizia, poiché gli esseri umani non rispondono ad una dicotomia, bensì sono composti da un insieme di qualità.  
La bontà e l'equilibrio: la base della nostra professionalità


Ci deve essere un equilibrio tra l’impegno, l’etica e l’eccellenza per poter diventare grandi professionisti. Diciamo che per “essere davvero bravi”, bisogna mettere l’anima, le emozioni, i sentimenti e l’impegno nel nostro lavoro. In questo senso, questo frammento di intervista ad Howard Gardner riflette la correttezza delle sue parole:
-Giornalista: Perché esistono eccellenti professionisti che sono pessime persone?  
-Howard: Non esistono. In realtà, le persone cattive non riusciranno mai ad essere veri professionisti. Possono avere buone competenze tecniche, ma non saranno mai eccellenti.
-G: A me vengono in mente alcune eccezioni…
-H: È possibile verificare che i migliori professionisti sono sempre eccellenti, etici e si impegnano molto in ciò che fanno.
-G: Non si può essere cattive persone e, allo stesso tempo, ottimi professionisti?
-H: No, perché non si raggiunge l’eccellenza se non si pensa di superare la soddisfazione del proprio ego, delle proprie ambizioni e della propria avarizia. Se non ci si impegna in obbiettivi che vanno oltre le proprie necessità, che guardano alle esigenze di tutti. E questo esige etica.
-G: Per diventare ricchi, a volte si sbaglia.
-H: Senza principi etici, si può diventare ricchi o tecnicamente preparati, ma non eccellenti.
-H: È una bella notizia!
-H: Oggigiorno non tanto, perché abbiamo scoperto che i giovani sono etici, ma non all’inizio della loro carriera, perché credono che, senza mettere da parte i loro principi, non avranno successo. Vedono l’etica come un lusso che solo chi ha raggiunto il successo può concedersi.

L’importanza di essere, soprattutto, umani

Conosci tutte le teorie. Domina tutte le tecniche.Tuttavia per toccare un’altra anima umana, devi semplicemente essere un’altra anima umana”. Queste sono meravigliose parole dell’emblematico psicoanalista Carl Gustav Jung, parole che rivelano una grande realtà.
È importante essere brave persone prima di essere bravi professionisti, poiché questo ci permette di sviluppare le nostre qualità professionali. Non possiamo separarci dal nostro essere, ovvero non possiamo dissociare la nostra vita interiore da quella professionale.  
Parliamo di essenza, di quelle qualità che ci aiutano a non perdere noi stessi quando siamo insieme agli altri, a conoscerci e a non riconoscerci, a trasformarci attraverso le lezioni che impariamo, ad avere un cuore buono, a migliorare ogni giorno e a contemplarci come arcobaleni colorati.
Perché, se c’è qualcosa che dobbiamo avere ben presente, è che le persone a volte sono bianche, a volte nere e altre volte di tantissimi colori. Se la bilancia pesa più verso le qualità positive, riusciremo a raggiungere l’eccellenza nella nostra professione e in tutti gli ambiti della nostra vita.

venerdì 15 luglio 2016

Biodanza nei luoghi di lavoro



In questo video un esempio toccante di come la Biodanza può essere applicata nei luoghi di lavoro allo scopo di mettere la vita al centro per prevenire incidenti e promuovere percorsi di solidarietà, benessere ed empatia tra i lavoratori.



giovedì 14 luglio 2016

Trascendenza e spiritualità: convergenze tra scienza, Carl Gustav Jung e Rolando Toro

Molto interessanti appaiono i risultati di uno studio italiano che è riuscito a individuare le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare la tendenza alla spiritualità e l’attitudine dell’uomo a superare i confini spazio-temporali del corpo.
Fanno parte del gruppo di ricercatori Salvatore Maria Aglioti, del quale ho avuto il piacere di seguire le lezioni del corso di “neuropsicologia del linguaggio”, insieme a Cosimo Urgesi e Franco Fabbro, in collaborazione con Miran Skrap .

Gli scienziati si sono preoccupati di individuare il legame diretto fra attività cerebrale e spiritualità, concentrandosi su un tratto, noto come auto-trascendenza (ST), che si ritiene possa essere preso come misura del sentimento del pensiero e dei comportamenti spirituali nell’uomo.
L’auto-trascendenza riflette una riduzione del senso di sé a favore della capacità di identificarsi come parte integrante dell’universo come un tutto.

A questi due link un’esauriente descrizione dei risultati della ricerca
Da questa ricerca emerge come le riflessioni di Carl Gustav Jung fossero già in sintonia con i risultati della stessa. Jung parlava infatti di “funzione religiosa” e la riteneva una facoltà naturale nell'uomo con la stessa forza dell’istinto sessuale o dell’aggressività, spiegando anche il motivo per cui certi individui si liberano della propria nevrosi semplicemente riprendendo le pratiche della propria religione, questa sarebbe inoltre la ragione per cui la salute mentale delle persone anziane è migliore tra coloro che hanno una fede religiosa.

Per Jung la religione è un archetipo presente nell'inconscio collettivo, un archetipo dai confini incerti infatti fra le persone che egli definisce religiose alcune sono credenti, altre hanno una mentalità religiosa senza saperlo e in ultimo ci sono coloro che a livello conscio sono contrari alla religione ma che, in certe circostanze, sono soggetti a un’esperienza archetipica religiosa.
Rolando Toro, creatore del Sistema Biodanza, considerava la trascendenza come uno dei cinque potenziali umani innati che si sviluppano in relazione all'ambiente.

Per Toro la trascendenza ha un’origine biologica e un’infrastruttura istintiva in quanto la ricerca di armonizzazione con la natura nella sua totalità è una funzione organica che culmina con l’esperienza suprema di identificazione con l’universo.
Sempre secondo Toro l’impulso mistico è viscerale, e tale esperienza provoca delle profonde modificazioni organiche ed esistenziali. (R.Toro  – 2000)

Riccardo Cazzulo

martedì 21 giugno 2016

Scala evolutiva dei livelli di vincolo umano di Rolando Toro

Il modo in cui gli individui si vincolano con i loro simili è cambiato attraverso la storia. Originalmente le forme di vincolo furono solidali e organiche; l’istinto di vincolo intra-specie e la necessità di sopravvivenza conducevano naturalmente alla convivenza.

Il vincolo fra uomo e donna era complementario, non autoritario. Le relazioni con la natura e la cura dei bambini davano alle donne un posto speciale all’interno della comunità; la guarigione, gli alimenti, i riti di fertilità e il raccolto erano preferibilmente femminili. La caccia, la protezione del territorio e la fabbricazione di utensili era compito degli uomini. La scoperta della cosiddetta “Prima Venere di Wilendorf” (30 mila anni A.C), che fa risaltare nella donna i suoi organi di riproduzione e il suo petto nutritivo, sembrano confermare questa ipotesi.

Con l’apparizione del Patriarcato sorse l’autoritarismo e il maschilismo. L’evoluzione delle relazioni umane entrò in un processo di decadenza attraverso i secoli.

Il Panteismo, che si manifestava nel vincolo cosmico con le divinità della natura, fu sostituito dalle religioni con dei antropomorfi. La paura degli dei terribili condusse alla credenza che si dovessero placare mediante sacrifici e sofferenze; questa struttura religiosa si è conservata sino ai nostri giorni.

Attualmente il vincolo umano è egocentrico, si caratterizza per lo sfruttamento e l’assassinio. Le guerre attuali hanno raggiunto una distruttività senza precedenti. Le Istituzioni degli Stati, come la Unesco e l’Onu, le Conferenze di Pace hanno proposto forme di regolazione della violenza, leggi, concetti deontologici e morali, ma hanno fallito spettacolarmente; l’ oscenità bellica continua ad essere presente nel mondo.

In questo testo desidero dare una visione approssimativa sull’evoluzione delle forme di vincolo interumano. Questa scala di vincolo è incompleta, ma ci permette vedere con chiarezza la naturalezza dei cambiamenti:

1. Individualismo 
La nozione filosofica dell’individualismo sorse in Gran Bretagna, con le idee di Adam Smith e Jeremy Bertham. 

Spesso si è concepito l’individuo come “atomo sociale”. Questa idea si relaziona con il liberalismo economico, in quanto esiste libertà per sviluppare l’esistenza indipendentemente dal resto del mondo. La speculazione economica si pratica a livello mondiale. L’individualismo fu concettualizzato da Alexis Toqueville. 

Esiste un abisso fra “identità e alterità”, descritta da Ortega Y Gasset. Questa forma di vincolo individualista è la più corrente, le sue conseguenze sono l’aggressività, la solitudine, l’ingiustizia e la sofferenza che circondano milioni di esseri umani. 

Individualismo e autoritarismo vanno insieme. 

Teodor Adorno descrisse rigorosamente la personalità autoritaria, le sue caratteristiche ed effetti sociali e politici; basta menzionare i regimi autoritari in cui gli esseri umani sono nullità 

Il razzismo, la percezione dell’Altro come creatura umana sacra, non esiste. La sua vita è proprietà dello stato. L’olocausto ebreo costituisce l’espressione estrema del razzismo, i Gulag russi, il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki rappresentano la visione più barbara dell’essere umano e l’azione di grandi psicopatici. 

Nella prospettiva psicologica e psicoterapeutica, l’individualismo si è associato alla autoreferenzialità, alla fiducia in se stessi, ai meccanismi di difesa, alla libertà di decisione, all’autonomia e al diritto di proprietà. 
In questa linea, la nozione di vincolo non esiste, le persone sono reificate. Così per esempio, gli individualisti considerano la persona amata come loro proprietà. 

Frtz Pearls sintetizzò in una sua famosa frase, lo spirito individualista del vincolo con la psicoterapia: 

“io sono io tu sei tu 
non sono qui per soddisfare le tue aspettative 
tu non sei qui per soddisfare le mie. 
Se ci incontriamo bene se non ci incontriamo, bene. 
Se noi non ci incontriamo, non succede niente.” 

L’individualismo è nella scala più bassa dell’evoluzione del vincolo. 


2. Personalismo: 
Il personalismo consiste nella capacità di alcuni esseri umani di “ fare risuonare la loro voce attraverso la maschera”. 
Etimologicamente la parola “persona” deriva da “maschera”. Gli attori greci facevano risuonare la loro voce, durante la presentazione delle tragedie, attraverso una maschera. 
Nel personalismo sorge la condizione di protagonismo di un individuo che “si fa udire” per le sue caratteristiche personali e le sue capacità di rappresentare un personaggio. La personalità, secondo Socrate, è più rappresentativa che l’Essere. La persona è al disopra dell’essere, del cosmo e dello stato. 

Leibniz proponeva che “la persona è una creatura razionale con il sentimento di essere padrone delle sue proprie azioni”. 
Kant esprimeva che “l’individuo è sottomesso a leggi proprie stabilite dalla sua propria ragione”. La personalità è la capacità di esercitare la sua libertà come un essere razionale, che possiede regole morali proprie. Kant, nonostante, insiste sull’importanza dell’etica come qualcosa inerente all’individuo. 
La libertà di azione significa avere indipendenza di fronte al meccanismo dell’intera natura, non c’è integrazione con il cosmo. 

Anche Max Scheler fonda i suoi atti in se stesso. Pensa che la persona non è un essere naturale o dipendente da uno spirito cosmico. L’uomo ha un luogo “di fronte” al Cosmo. 
Scheler elaborò filosoficamente i concetti di simpatia ed empatia. 
Essere simpatico significa essere gradevole e ricettivo; non esiste, senza dubbio, un compromesso affettivo profondo. 

3. Priorità di noi e del dialogo:
Martin Buber, Paulo Freire, Pichon Riviere hanno dato un passo importante nell’evoluzione del vincolo. 
Riconoscono nell’essere umano “un essere relazionale”. Propongono un dialogo affettivo, il giudizio critico e la pratica di un’educazione alla libertà e alla giustizia sociale. 
Questa apertura rappresenta un avanzamento nella scala evolutiva del vincolo umano. La teoria del dialogo si orienta, in questi autori, principalmente nella comunicazione verbale affettiva e solidale. 

Ciò nonostante, la scienza ha attualmente descritto altri “linguaggi silenziosi”, come il dialogo delle carezze, il dialogo psicotonico di Fast, il dialogo gestuale e il dialogo dello sguardo. 

Si è potuto misurare l’influenza di queste diverse forme di dialogo nel sistema ormonale e immunologico. 
L’abbraccio e la carezza sono forme di dialogo nutritive e terapeutiche. Martin Buber ha richiamato l’attenzione sulla profonda importanza dell’erotismo del dialogo.

4. Espressione dell’identità con l’Altro: 
Jean Piaget ha rivelato che l’identità si manifesta e sviluppa solo nella relazione con le altre persone. 

“L’Altro” è indispensabile per l’espressione reciproca dei potenziali. I sistemi solipsistici non hanno effetto nella crescita esistenziale. 
L’Altro è un fattore dell’ambiente ecologico arricchito che nella convivenza stimola l’espressione dell’identità. 
In Biodanza si stimola il vincolo interumano nei suoi molteplici aspetti e si impara a qualificare l’Altro, a valorizzarlo affettivamente e a celebrarlo con amore. 

Piaget collocò il paradosso che per essere unico è necessario essere con gli altri. 

5. Empatia: 
L’empatia è la capacità di percepire e comprendere gli stati mentali dell’altra persona. 
È una condizione indispensabile per lo sviluppo sociale ed è profondamente radicata nel nostro cervello. 

Theodore Lips fu il primo a sviluppare il concetto di empatia. Inizialmente lo applicò nell’esperienza estetica di fronte ad un’opera e propose di stabilire la relazione fra l’artista e la sua opera. 

In psicologia e neuroscienze il termine si riferisce alla “capacità di percepire, immaginare e comprendere direttamente lo stato mentale e il comportamento “dell’Altro”; è, in fondo, mettersi al posto dell’Altro. L’empatia permette di riconoscere l’Altro come Simile. 

L’incapacità di riconoscere nell’altro un’emozione corrisponde alla incapacità di provarla in se stessi. L’empatia non consiste solo nel percepire l’emozione dell’Altro, ma può anche stimolare la sensazione. 
Il cervello maschile mostra una capacità empatica minore di quello femminile. 

Altri pensatori che hanno studiato a fondo il fenomeno dell’empatia sono: Edith Stein, S.M. Avenanti, V. Betty. 

Oggigiorno l’empatia è un tema intensivo nella relazione con le cellule cerebrali specchio. 

L’empatia si può coltivare con un’educazione adeguata. L’empatia è una facoltà dell’incosciente vitale, una forma di risonanza neurologica di coerenza con l’identità dell’Altro; costituisce una capacità visionaria in cui la coscienza partecipa tardivamente. 

Ascoltare e indovinare ciò che succede nell’Altro costituisce un fenomeno di espansione di coscienza e una forma di vincolo evoluto. 

6. Epifania dell’incontro:
Il filosofo Emmanuel Levinas ha rivelato la più elevata forma di vincolo; “il guardare negli occhi”; l’estasi della fusione con l’altro; si tratta di arrivare a essere uno con l’altro. 

La relazione interumana non è asimmetrica come nell’empatia. 
È un vincolo reciproco con “l’Altro-infinito”, con l’estraneo che mai si conosce totalmente. 
L’altro ospita ed è ospitato a sua volta reciprocamente attraverso il mettersi di fronte faccia a faccia; è l’approssimarsi assoluto dell’estraneo nel mondo privato. 
Attraverso lo sguardo, ambedue raggiungono l’unione del sacro in un atto di epifania e di estasi. 

Levinas, secondo ciò che penso, ha descritto il livello più evoluto nella scala del vincolo.

Sintesi della scala evolutiva del vincolo 
1. Individualismo anarchico (Max Weber, Fritz Peris): Io sono Io di fronte all’altro e al Cosmo. 
2. Personalismo e collettivismo (Stalin, Hitler): ascoltare la mia voce attraverso la maschera. Pericolo di informazioni false o tossiche. Leadership autoritaria. 
3. Priorità del “noi” e del dialogo; 
4. Nutrimento reciproco dell’identità con l’Altro (Jean Piaget, Psicologia e Epistemologia dell’identità): permette l’espressione dei potenziali. 
5. Empatia (H. Lips, Edith Stein): mettersi al posto dell’altro. 
6. Epifania dell’incontro (Emmanuel Levinas): unire il sacro di se stessi con il sacro dell’Altro. 

Nota: a partire dal terzo punto della scala evolutiva del Vincolo, comincia il progresso delle relazioni fra umani. I primi due scalini sono dissociativi e altamente distruttivi. I seguenti sono integrativi. Questi livelli di vincolo integrativo sono stimolati dal Sistema Biodanza.


Tratto da Rolando Toro, “Bollettino AIEB mensile di Biodanza n° 6 Ottobre 2007”

lunedì 18 aprile 2016

19 Aprile: Giornata Mondiale della Biodanza

Nella data di nascita di Rolando Toro, creatore del Sistema Biodanza, ricorre la giornata mondiale della Biodanza.
In questo video un viaggio nella Biodanza nel mondo e nei diversi contesti applicativi





Essendo un collage di filmati provenienti dal web la qualità non è troppo buona